Tecnologie
Analisi VISIA: cosa rivela della tua pelle
Otto parametri, tre sorgenti luminose e un confronto oggettivo nel tempo. Che cosa mostra l’analisi VISIA e perché cambia il modo di impostare un percorso.
di Dott.ssa Arianna Loi, medico chirurgo
5 min di lettura
Quando guardi la tua pelle allo specchio ne vedi una versione sola: quella illuminata dalla luce visibile, a distanza di conversazione, con la memoria dell’ultima volta che l’hai guardata come unico termine di paragone. È poco, e non è colpa tua: la percezione dei cambiamenti lenti è notoriamente inaffidabile.
L’analisi VISIA serve a sostituire questa impressione con qualcosa di misurabile.
Tre luci, tre letture diverse
Il sistema acquisisce le immagini del viso in condizioni standardizzate — stessa posizione, stessa distanza, stessa illuminazione — con tre sorgenti luminose diverse.
Luce bianca standard. È la lettura più vicina a quello che vedi allo specchio: macchie visibili, texture della superficie, rughe.
Luce polarizzata incrociata. Elimina il riflesso speculare della superficie e lascia passare solo la luce che è penetrata nella cute. Rende leggibile la componente vascolare del derma: rossori, aree infiammatorie, capillari che a occhio nudo non si distinguono dal colorito generale.
Luce ultravioletta. È la più istruttiva. Mostra il pigmento accumulato negli strati profondi dell’epidermide, che affiorerà in superficie negli anni successivi, e le porfirine prodotte dai batteri all’interno dei follicoli.
Gli otto parametri
Il software misura e confronta:
- macchie, le discromie visibili in superficie;
- rughe, con la loro profondità e distribuzione;
- texture, cioè la regolarità della superficie cutanea;
- pori, dimensione e densità;
- macchie UV, il pigmento sottocutaneo non ancora visibile;
- aree brune, la distribuzione della melanina in profondità;
- componente rossa, il quadro vascolare e infiammatorio;
- porfirine, che indicano l’attività batterica nei follicoli.
Ogni parametro viene confrontato con un database di persone della stessa età e dello stesso fototipo. Il punteggio percentile che ne risulta non è un giudizio: è un riferimento.
Perché la uso
Per due motivi, e nessuno dei due è il punteggio in sé.
Il primo è stabilire la priorità. Con più cose su cui si potrebbe lavorare, la domanda operativa è: da dove si comincia? Le immagini rispondono meglio di qualsiasi impressione. Capita spesso che qualcuno arrivi preoccupato per le rughe e che la lettura UV mostri un danno pigmentario che è la cosa da affrontare per prima.
Il secondo è il confronto nel tempo. Ripetendo l’analisi a distanza di tre o sei mesi, nelle stesse identiche condizioni, si vede se il percorso sta funzionando. È l’unico modo onesto di valutare trattamenti che agiscono in modo graduale: senza un riferimento oggettivo, la valutazione dipende dalla luce del bagno e dall’umore del giorno.
Il momento in cui le cose diventano chiare
L’immagine in luce ultravioletta è quasi sempre il passaggio che cambia la conversazione. Vedere il pigmento che si è accumulato in anni di esposizione — e che oggi non è ancora visibile — rende evidente una cosa che a parole suona come una raccomandazione generica: la fotoprotezione quotidiana non è un consiglio prudenziale, è l’intervento con il miglior rapporto fra sforzo e risultato che esista in dermatologia estetica.
Che cosa non è
L’analisi VISIA non è una diagnosi. È uno strumento di misura che supporta la visita: la diagnosi resta clinica e passa dall’esame diretto e, sulle lesioni pigmentate, dalla dermatoscopia. Nessun software sostituisce quel passaggio, e nessuna lesione sospetta si valuta su una fotografia.
Non è nemmeno un esame da ripetere di frequente: ogni tre o sei mesi è ragionevole, più spesso non aggiunge informazioni utili.
Come si svolge
Servono dieci-quindici minuti, referto compreso. Ti presenti con il viso struccato e detersa, il posizionamento è guidato, l’acquisizione dura pochi secondi. Non c’è alcuna precauzione da prendere dopo: è una fotografia.
Guardiamo le immagini insieme, ed è in quel momento che nella maggior parte dei casi diventa chiaro perché propongo una cosa e non un’altra.
Se vuoi partire dai dati invece che dalle impressioni, prenota una consulenza.
