Viso
Filler o botulino: quale scegliere e quando
Filler e tossina botulinica agiscono su problemi diversi: uno restituisce volume, l’altra riduce il movimento. Come si sceglie, e quando servono entrambi.
di Dott.ssa Arianna Loi, medico chirurgo
6 min di lettura
È la domanda che ricevo più spesso, e quasi sempre nasce da un equivoco: filler e tossina botulinica vengono percepiti come due varianti della stessa cosa, due modi diversi di “togliere le rughe”. Non lo sono. Agiscono su strutture diverse, con meccanismi diversi, e risolvono problemi che si somigliano solo in superficie.
Due meccanismi che non si sovrappongono
La tossina botulinica di tipo A agisce sul muscolo. Riduce in modo temporaneo la trasmissione del segnale fra nervo e fibra muscolare: il muscolo mimico si contrae con meno forza e la pelle sopra di esso smette di essere piegata a ogni espressione. È un farmaco, e la sua somministrazione è riservata al medico.
Il filler di acido ialuronico è un gel che deposito nei tessuti per restituire volume dove il volume si è ridotto. Non tocca il muscolo e non modifica il movimento: riempie, sostiene, ridisegna un contorno.
Detto in una riga: la tossina lavora su ciò che si muove, il filler su ciò che manca.
Come si distingue una ruga dinamica da una statica
C’è un test semplice che faccio fare in visita, davanti allo specchio.
Guarda il tuo viso completamente rilassato, senza alcuna espressione. Poi aggrotta la fronte, alza le sopracciglia, sorridi.
- Se la piega compare solo con il movimento e sparisce a viso fermo, è una ruga dinamica: dipende dalla contrazione muscolare, e l’indicazione è la tossina botulinica.
- Se la piega è visibile anche a viso completamente rilassato, è diventata statica: il derma si è modificato e spesso manca sostegno. Lì la tossina da sola non basta.
Nella pratica, le rughe della fronte, quelle verticali fra le sopracciglia e le zampe di gallina sono quasi sempre dinamiche, almeno all’inizio. I solchi nasogenieni, le pieghe amare e la perdita di proiezione degli zigomi sono invece problemi di volume e di sostegno.
Perché con gli anni la risposta cambia
Una ruga dinamica ripetuta per vent’anni diventa una ruga statica: il collagene si organizza lungo la piega e il segno resta inciso. È il motivo per cui la stessa persona, a trentacinque e a cinquantacinque anni, riceve due risposte diverse alla stessa domanda.
Nella pratica, dopo i quarantacinque anni il quadro è quasi sempre misto: c’è una componente muscolare e c’è una perdita di volume. Ed è la ragione per cui i due trattamenti si combinano più spesso di quanto si pensi.
Quando servono entrambi
Combinarli non è un modo per fare di più: è quello che il quadro richiede. Un esempio concreto che vedo di frequente è la regione fra le sopracciglia. La tossina riduce la contrazione che continua a incidere la piega; il filler, in piccola quantità, sostiene il solco già formato. Trattare solo il muscolo lascia il segno visibile; trattare solo il volume lo lascia riformare.
Quando ha senso, i due trattamenti si possono eseguire nella stessa seduta o in sedute ravvicinate. La sequenza la stabilisco caso per caso.
Che cosa nessuno dei due può fare
Qui la sincerità conta più della persuasione.
- Non trattano il rilassamento cutaneo importante. Se la cute è discesa e in eccesso, la risposta efficace è chirurgica, e in visita lo dico.
- Non migliorano la qualità della pelle. Texture, pori, opacità e disidratazione richiedono altro: biorivitalizzazione, peeling, needling, laser.
- Non fermano l’invecchiamento. Lo accompagnano. La tossina dura 4-6 mesi, un filler 6-12 a seconda dell’area.
Come si decide, in pratica
In visita guardo il viso in statica e in movimento, valuto l’appoggio scheletrico e lo stato della pelle, e stabilisco quale componente pesa di più. Da lì costruisco una sequenza: quasi mai si fa tutto insieme e quasi mai si comincia dal trattamento che il paziente aveva in mente all’ingresso.
Il criterio che seguo è sempre lo stesso: intervenire il meno possibile e nel punto giusto. Un buon risultato non è quello che si nota, è quello che nessuno riesce ad attribuire a un trattamento.
Se vuoi capire quale delle due strade è indicata nel tuo caso, la risposta utile arriva da una valutazione clinica, non da un articolo: prenota una consulenza.
